versione accessibile: sito ad alta accessibilità


bg dx
Costruzione della Torre di Babele, particolare
Costruzione della Torre di Babele, particolare

Storie di Santi pisani

Storie di San Ranieri

Lungo il corridoio sud del Camposanto Monumentale, la zona intermedia tra il ciclo del Trionfo della Morte e quello con le Storie di Giobbe, fu destinata ad accogliere le storie di San Ranieri. La figura del ricco mercante pisano -morto nel 1160 e ben presto entrato nella venerazione cittadina- con la sua scelta di abbandonare la vita mondana per ritirarsi in Terrasanta, riproponeva attualizzandolo il modello della vita eremitica proposto nelle scene della Tebaide.
L'impresa fu affidata al fiorentino Andrea Buonaiuti, assai noto in quegli anni a seguito della commissione ricevuta dai domenicani di Firenze per l'imponente decorazione del Cappellone degli Spagnoli in Santa Maria Novella. Più che sulla organizzazione spaziale della narrazione il pittore si concentra sulla resa minuziosa dei dettagli naturalistici e sui costumi alla moda dei personaggi che tuttavia, privi di risalto plastico, stentano ad inserirsi nel contesto architettonico.
Dopo la morte di Buonaiuti fu incaricato del completamento dei lavori Antonio Veneziano: con ben diverso dominio dello spazio, mutuato dalla lezione giottesca, l'artista dipinse il ritorno a Pisa del santo, la sua morte e i miracoli postumi, lasciando indimenticabili raffigurazioni dei monumenti della piazza del Duomo.

Storie dei Santi Efisio e Potito

A ribadire il primato della chiesa locale sulle diocesi della Sardegna, poco dopo la sottrazione dell'isola alla sfera politica pisana, l'Opera scelse di inserire, di seguito alle storie di San Ranieri, un ciclo di affreschi in onore dei due martiri sardi Efisio e Potito, le cui reliquie erano state traslate a Pisa dopo il definitivo riscatto della Sardegna dai saraceni nel 1088. La raffigurazione delle imprese militari di Efisio permetteva di alludere alle gloriose vittorie di Pisa contro gli infedeli, prima fra tutte quella riportata proprio in Sardegna nel 1016, celebrata anche in una delle epigrafi della facciata della Cattedrale. Non a caso le truppe del santo combattono sotto il vessillo pisano alle crociate: croce rossa in campo bianco.
Il programma iconografico fu affidato a Spinello Aretino, che già aveva dimostrato le sue qualità di narratore in numerosi cicli pittorici eseguiti in tutta la Toscana: nelle storie rimaste -le tre relative a San Potito erano già quasi completamente perdute nell'Ottocento- si apprezza in effetti la capacità di piegare il linguaggio secondo il ritmo dell'azione, da stranianti fissità a vorticosi viluppi.

 

Elenco delle scene

Storie della Vita di San Ranieri
10 Conversione di San Ranieri, Andrea di Bonaiuto
11 San Ranieri in Terra Santa, Andrea di Bonaiuto
12 Tentazioni e miracoli di San Ranieri, Andrea di Bonaiuto
13 Ritorno a Pisa di San Ranieri, Antonio Veneziano
14 Morte e funerali di San Ranieri, Antonio Veneziano
15 Miracoli postumi di San Ranieri, Antonio Veneziano

Storie dei Santi Martiri Efisio e Potito
16 Sant'Efisio presentato a Diocleziano, Spinello Aretino
17 Combattimento di Sant'Efisio, Spinello Aretino
18 Martirio di Sant'Efisio, Spinello Aretino
19 Miracoli di San Potito, Spinello Aretino
20 Martirio di San Potito, Spinello Aretino
21 Traslazione dei corpi di Sant'Efisio e San Potito, Spinello Aretino