PISA AD 1064: la Piazza dei Miracoli in mostra a Miami
I capolavori di arte e cultura racchiusi dal prato del Duomo, la pendenza della torre e la fama che la precede in tutto il mondo, ‘brani’ della Piazza dei Miracoli trasferiti temporaneamente a Coral Gables per la mostra “Pisa AD 1064 - La Piazza dei Miracoli, cultura millenaria”, dal 12 al 26 febbraio 2010.
L’idea è maturata in seno alla Deputazione (Consiglio di Amministrazione) dell’Opera della Primaziale Pisana, fortemente intenzionata a far conoscere oltre i confini nazionali una realtà del tutto particolare, la fabbriceria del Duomo di Pisa, che fin dalle origini ha sovrinteso l’edificazione delle fabbriche monumentali oggi iscritte alla Lista UNESCO.
L’Opera della Primaziale Pisana ha al suo attivo quasi mille anni di storia, secoli durante i quali i cantieri della Cattedrale, del Battistero, della Torre Campanaria e del Camposanto Monumentale hanno preso corpo e si sono arricchiti dalle ricche e pregevoli decorazioni scultoree e pittoriche che hanno visto impegnati i più importanti architetti e artisti medioevali e rinascimentali. Oggi come allora, l’impegno quotidiano del personale tecnico, di vigilanza e amministrativo continua ad essere quello di trasmettere alle future generazioni questo ingente patrimonio di arte e cultura; compito non facile se si considera l’estensione delle superfici che devono essere costantemente monitorate dai nostri restauratori, degli spazi che devono essere sorvegliati per garantire la sicurezza delle opere e dei visitatori, della mole delle informazioni che devono essere gestite nei nostri archivi.
Così, agli oltre 30.000mq di superficie lapidea di cui si compone la Piazza del Duomo, insieme alle consistenti parti decorative ed agli arredi, la fabbriceria del Duomo di Pisa garantisce anche l’attuazione degli interventi di manutenzione e restauro, sotto la diretta supervisione della locale Soprintendenza. Ogni fabbrica monumentale rappresenta dunque un cantiere in continua evoluzione.
Su invito del Console Generale d’Italia, una delegazione dell’Opera della Primaziale Pisana si è recata lo scorso settembre a Miami per selezionare la sede espositiva tra un ventaglio di possibili location: la scelta ha favorito la prestigiosa sede dell’University of Miami, School of Architecture, che per posizione e spazi, oltre che per affinità con il tema portante della mostra, le monumentali architetture della Piazza del Duomo, è sembrata il luogo ideale. Si è aperto così un canale di collaborazione tra Pisa e Coral Gables per mettere a punto un progetto non solo espositivo ma anche di comunicazione, ideato dal Laboratorio di Progettazione dell’Opera della Primaziale Pisana.
Lo schema seguito è quello del progressivo avvicinamento alle opere d’arte originali, partendo da ‘suggestioni architettoniche’, installazioni temporanee realizzate negli ambienti esterni alle sale espositive, che avranno non solo la funzione di sostegno e supporto di copie di opere d’arte, ma anche quella di suggerire la grandiosità delle fabbriche monumentali pisane.
Ad esse è dedicata le sezione successiva, con la presentazione dei modelli in scala della Cattedrale, del Battistero e della Torre stessa, dislocati nella Architecture Gallery e narrati dalla grafica posta lungo le pareti maggiori della sala espositiva.
E poi il vero cuore della mostra, la ‘camera del tesoro’ e i marmi della Piazza del Duomo. Le policromie, i reimpieghi - la romanitas pisana, e la particolare commistione di stili ed influssi, favorita dal clima culturale del tutto speciale e pienamente mediterraneo che si poteva respirare a Pisa nel medioevo: questo il fil rouge che guida il visitatore nell’atmosfera carica di suggestioni del piccolo museo, in cui i pezzi verranno allestiti in modo da suggerire la loro preziosità.
La scelta delle opere d’arte si è concentrata fin dall’inizio sull’idea di presentare alcuni pregevoli ‘frammenti’ provenienti dalle fabbriche monumentali: il bianco dei marmi, posati sul verde del prato. Da qui il nome dato al luogo espositivo delle opere d’arte originali, Niveo de marmore templum, ‘il tempio di marmo bianco come la neve’, come viene definita la Cattedrale nell’epigrafe commemorativa di Buschetto, sotto la cui guida nel 1064 ne fu posata la prima pietra.
Fra le varie opere in esposizione spicca su tutte il Capitello della Torre, opera del XII secolo e certamente l’elemento di maggior fascino se non il pezzo di maggior pregio della mostra. Un ‘frammento’ della torre pendente, la più nota emergenza architettonica della Piazza del Duomo di Pisa, che con la sua statica del tutto speciale è progressivamente ascesa al rango di “icona”, un “miracolo” di architettura che costituisce da sempre un polo di attrazione di straordinaria efficacia per le migliaia di visitatori che ogni anno scelgono Pisa come meta culturale.
In concomitanza con l’evento sono state programmate lezioni in aula e conferenze di presentazione dei lavori che hanno interessato proprio questo particolare caso architettonico: parleranno i protagonisti, gli esperti del Comitato Internazionale che ci hanno restituito in buona salute la Torre Pendente dopo dieci anni di restauro.