La scultura in questione presentava su tutta la sua superficie fenomeni di polverizzazione e disgregazione nonché piccole mancanze e fessure.
Le stuccature dei commenti di precedenti restauri e le malte utilizzate per ancorare elementi distaccati erano compromesse. La parte maggiormente interessata da distacchi e profonde fessure, causati dal dilatamento del perno centrale interno ossidato, era quella in prossimità della base. La precedente posa in opera di zanche metalliche in vari punti della statua, usate per ancorare tra loro grossi frammenti distaccati, hanno contribuito, forse a causa del dilatamento termico, a fratturare il marmo in corrispondenza dei perni. All’inferiorità estrema della base della statua si trova una cerchiatura in ferro.
Le stuccature aderenti alle zanche sono risultate di materiale inadeguato sia per cromia sia per granulometria e del tutto inefficaci come adesivo per i frammenti. Evidenti anche macchie di ruggine in prossimità degli anelli in ferro posti sui fianchi della statua, dovute chiaramente all'ossidazione degli anelli stessi che il dilavamento ha trasportato nelle zone limitrofe, incrostando i pori della pietra. Presenti infine croste nere, soprattutto nei sottosquadri.
Altro importante fattore di degrado si è rivelato il biodeterioramento dovuto a microrganismi che si nutrono di molecole della pietra ed al tempo stesso rilasciano su di essa, quali escrementi, molecole acide, basiche, chelanti che vanno a disciogliere la pietra. Questi depositi erano ben visibili nei pori più evidenti e nelle zone più erose.