Completati nel 2007 gli interventi conservativi negli ambienti interni, scala elicoidale e recupero della spazialità del vano centrale, il cantiere di restauro della Torre pendente si è aperto ad una nuova fase, che ha comportato una raffinata ed attenta analisi delle condizioni ambientali in cui gli operatori sarebbero andati a compiere le delicate operazioni di pulitura del paramento lapideo.
Si tratta dell’intero colonnato che cinge i sette ordini, trenta elementi per ciascun livello, dei capitelli decorati, sui quali maggiormente si registrano i fenomeni di degrado della pietra, degli spessori delle arcate tra una colonna e l’altra, delle cornici marcapiano e, in definitiva di tutte quegli elementi architettonici e decorativi posti all’esterno, 'in aggetto' rispetto al 'cilindro' del campanile, che, proprio per la loro posizione, imponevano la scelta di un ponteggio a sbalzo, da progettare e realizzare sulla base di vincoli imposti dalla particolare inclinazione della Torre.
La struttura del ponteggio doveva quindi rispondere ad una primaria esigenza di sicurezza di cantiere, per consentire ai restauratori di utilizzare piani di lavoro posti in orizzontale; ciò richiedeva, in fase di progettazione, di definire elementi di regolazione per l'appoggio dei piani tali da compensare la pendenza stessa e consentire il recupero del medesimo angolo di inclinazione in tutto lo sviluppo anulare del ponteggio. Per ogni ordine, gli operatori avrebbero avuto così a disposizione due distinti piani di lavoro, collocati rispettivamente alle quote dei capitelli e delle cornici esterne.
Non meno vincolante la sicurezza della Torre, determinante nella scelta del materiale con il quale il ponteggio è stato realizzato, una lega di alluminio-zinco-magnesio (detta Carpental), che meglio poteva rispondere ai limiti di peso imposti dal Comitato.
Dopo una fase di collaudo avvenuta direttamente in officina, il ponteggio realizzato dalla ditta ICRAS di Rovereto, vincitrice della gara regolata da specifiche tecniche e da un disciplinare estremamente dettagliato, è stato montato in sequenza sui diversi ordini del campanile: è qui infatti che i restauratori dell’Opera Primaziale Pisana e della ditta CBC di Roma, sotto la direzione dell’Arch. Gisella Capponi dell’Istituto Centrale di Restauro, stanno completanedo le operazioni di pulitura e consolidamento delle superfici dei capitelli, cornici e colonne, e di tutte quelle parti non raggiungibili con il ponteggio che in questi ultimi anni ci siamo abituati a vedere cingere, a varie quote, i livelli della torre. Gli interventi conservativi sulle superfici continuano ad essere accompagnati da studi e indagini mirati ad acquisire una ancor più specifica conoscenza della Torre.
Per le operazioni di installazione ed assemblaggio dei moduli del ponteggio è stata impiegata una piattaforma aerea, mentre all’ingresso della Torre è stata predisposta una struttura a protezione dei turisti che quotidianamente visitano il famoso campanile.
Sicurezza quindi anche degli utenti, ai quali viene garantita la piena godibilità di una visita per niente compromessa dalla presenza del cantiere, per altro modestamente invasivo, che continua ad operare incessantemente allo scopo di restituirci le pietre della Torre in buono stato di conservazione e garantire nel tempo la tenuta di un intervento che anche sotto il profilo tecnologico si sta rivelando sempre più esemplare.
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